Se la città di Noto è universalmente riconosciuta come capitale del Barocco della Sicilia sud-orientale, in maniera altrettanto unanime il Duomo di San Giorgio in Modica viene spesso indicato e segnalato come monumento simbolo dello stile architettonico tardo-barocco che caratterizza tutte le città di questo estremo lembo di Sicilia. Lo storico dell'arte Maurizio Fagiolo dell'Arco ha dichiarato che tale Chiesa forse andrebbe inserita tra le sette meraviglie del mondo barocco. La chiesa di San Giorgio, inserita nella Lista Mondiale dei Beni dell'Umanità dell'UNESCO, è il risultato finale della ricostruzione sei/settecentesca, avvenuta in seguito ai disastrosi terremoti che colpirono Modica nel 1613, nel 1693 (il più grave) e nel corso del Settecento. La presenza di una chiesa in tale sito si segnala in documenti dell'Archivio parrocchiale, comprendenti anche documenti della cancelleria papale, a partire dal 1150 circa, ma si crede che verosimilmente la sua prima edificazione sia stata voluta, al pari del San Giorgio in Paternò, direttamente dal Conte Ruggero d'Altavilla, a partire dalla definitiva cacciata degli Arabi dalla Sicilia, intorno al 1090
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