Risalendo la via Cavour si giunge in
piazza Santa Rosalia, recentemente restaurata, dove prospettano sulla
destra il Palazzo Trigona di Canicarao (XVII sec.) e sulla sinistra
l’ex pretura, già sede della centrale elettrica, oggi sede
dell’Università. Poco più avanti, al visitatore viene offerto il
maestoso spettacolo dell’ex convento di San Francesco (XVIII sec.), col
famoso balcone del Gagini, che precede di poco la vista del Duomo. Ci
sono voluti quasi tre secoli per completare questa imponente opera, dal
maestoso portale con colonne tortili, fortemente voluta dal barone
Marco Trigona, il quale, alla sua morte, nel 1598, istituì un lascito
per la costruzione di un edificio religioso più sontuoso della
preesistente quattrocentesca Chiesa Madre, di cui oggi rimane il
campanile in stile gotico-catalano nella parte inferiore, con
rimaneggiamenti cinquecenteschi nella parte superiore. L’interno, a
croce latina, ha una grande navata con cappelle laterali comunicanti e
custodisce numerose opere d’arte, tra le quali segnaliamo la secentesca
tela dell’ Assunzione della Vergine di F. Paladini, collocata sopra
l’altare del transetto sinistro, il Martirio di Sant’Agata di Jacopo
Ligozzi e la Croce lignea di scuola antonelliana di ignoto, denominato
convenzionalmente Maestro della Croce di Piazza Armerina, dipinta su
entrambe le facce (Cristo Crocifisso, nella parte anteriore, Cristo
risorto, nella parte posteriore).
Nella stessa piazza, al centro della
quale è posta la statua del Barone Marco Trigona, raffigurato nel gesto
di offrire la cattedrale alla città, si affaccia anche il palazzo dei
Trigona della Floresta (XVIII sec.), che presto, si spera, diventerà
degna sede del museo archeologico cittadino.
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