Megara-Iblea-Melilli

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Informazioni su Megara-Iblea-Melilli

Fu fondata nel 728 a.C. da colonizzatori megaresi, i quali in precedenza si erano insediati nei pressi di Trotilon (l'attuale Brucoli), a Leontini ed a Thapsos. Tucidide narra che venne fondata dall'ecista Lamis, proveniente da Megara Nisea che morì nella poco distante Thapsos. Secondo la tradizione il fondatore ottenne la terra su cui istituire la colonia dal re siculo Iblone. In segno di gratitudine la nuova città assunse anche l'appellativo di Iblea. Circa cento anni dopo, gli iblei, probabilmente in cerca di nuovo suolo destinato al loro sviluppo, fondarono Selinunte Gli scavi si sono protratti fino al 1891 con lo scopo al riportare alla luce la parte nord-occidentale della città sono dovuti al lavoro degli archeologi francesi Georges Vallet e François Villard. La città era lambita a nord dal porto ed aveva una necropoli contenente circa un migliaio di tombe. Numerosi resti archeologici sono tuttora visibili sul sito, frutto degli scavi effettuati nell'immediato dopoguerra, grazie al grande contributo dei già citati Vallet e Villard e degli archeologi italiani Luigi Bernabò Brea e Gino Vinicio Gentili. La conservazione della sua struttura urbanistica originaria è stata permessa dalla mancata urbanizzazione in epoca moderna.


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