
Cefalù sorge a ridosso di una rupe la cui forma ricorda vagamente quella di una testa e proprio a questa roccia deve il suo nome, derivato dal greco Kephaloídion o anche dal punico Kefa. Proprio ai piedi della rocca, nel 1131, Ruggero II fece costruire lo splendido Duomo: la tradizione vuole che il potente re normanno, colto da una terribile tempesta al largo della costa siciliana, avesse fatto voto di costruire una cattedrale se fosse riuscito a salvarsi. In effetti le motivazioni che spinsero Ruggero II a costruire un monumento così imponente e massiccio dovevano essere piuttosto di carattere politico, dal momento che fu lui a riconferire alla cittadina, che sorgeva in una zona fortemente soggetta all’influenza araba, i suoi privilegi di sede vescovile e che si proponeva di rendere la cattedrale-fortezza una specie di sacrario della dinastia normanna. Le complesse vicende costruttive del Duomo e le pregevoli opere d’arte che custodisce sono riassunte nel brano che segue, tratto dalla Guida Rossa Sicilia del Touring Club Italiano.
La figura dominante è quella del Cristo Pantocratore che, dall’alto dell’abside, benedice con la destra alzata mentre con la sinistra regge il Vangelo aperto sulle cui pagine si legge, in greco e latino: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non vagherà nelle tenebre ma avrà la luce della vita” (Giovanni 8, 12).
Al centro, nel registro inferiore, è la Vergine orante elegantemente panneggiata e scortata dai quattro arcangeli.Nel secondo e terzo registro, ai lati del finestrone centrale, sono figure di apostoli ed evangelisti, distribuite secondo un preciso programma teologico. Nelle pareti laterali sono invece figure di profeti e santi. Nella decorazione della crociera sono raffigurati quattro cherubini e quattro serafini.
Sui due lati si contrappongono figure regali (parete destra, opposta al trono reale) e figure sacerdotali (parete sinistra, opposta al seggio episcopale. Tutte le figure sono accompagnate da scritte, in greco o in latino, che indicano il nome del personaggio.
La decorazione musiva fu realizzata entro il 1170, ma nella parte inferiore e sulla metà anteriore delle pareti del presbiterio venne completata nel Seicento, al di sopra di precedenti decorazioni pittoriche di cui restano scarse tracce.