Del tempio di Athena Attualmente ne restano visibili, sul fianco sinistro del duomo,
alcune colonne e lo stilobate sul quale esse poggiavano, in calcare
locale, mentre altri resti (tegole in marmo e gocciolatoi a forma di testa di leone) sono conservati nel Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi. All'interno dell'attuale duomo sono altresì ben visibili 9 colonne del lato destro del periptero e le due antistanti la cella.
Il tempio era stato preceduto da un luogo di culto risalente all'VIII secolo a.C., con un altare portato alla luce negli scavi dell'inizio del XX secolo, e da un primo tempio della metà del VI secolo a.C. Nel VII secolo il tempio fu trasformato in chiesa nei muri più interni della antica cella furono aperti 8 archi per lato,
in modo da realizzare un edificio a tre navate ciascuna conclusa da un
abside sul fondo In epoca normanna i muri della navata centrale furono innalzati e furono aperte delle finestre. L'abside fu decorata con mosaici.
Il pavimento policromo risale al XV secolo e nel 1518 la navata centrale fu coperta con il soffitto ligneo tuttora conservato. Nel XVI secolo venne inoltre innalzato il campanile. In seguito al terremoto del 1693 furono eliminate le absidi e Il presbiterio fu occupato da un grande altare barocco Nel 1728 venne iniziata la ricostruzione della facciata danneggiata, in forme barocche, opera di Andrea Palma, che si concluse nel 1753. Nel 1757 vi furono aggiunte le statue della "Vergine del Piliere", di "Santa Lucia" e di "San Marziano", opera di Ignazio Marabitti, a cui si devono anche le statue di "San Pietro" e "San Paolo" ai lati della gradinata di accesso
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