Il palazzo reale sorge nel nucleo più antico della città, nello stesso
sito dei primi insediamenti punici, le cui tracce sono ancora oggi
visibili nei sotterranei. Il palazzo reale, detto anche palazzo dei
Normanni, è posto nel luogo più elevato dell'antica città tra le
depressioni dei fiumi Kemonia e Papireto, ancora fiancheggiato da
grossi bastioni, sovrasta tutta la città al centro della famosa,
dolcissima conca d'oro e deturpato dai molti successivi restauri
conserva del tempo dei normanni solo la torre, detta Pisana, unico
avanzo, all'esterno, delle antiche strutture. Edificato dagli Emiri
nel IX secolo e chiamato in arabo EI-Kassar o Qasr, "Palazzo" o
"Castello", da cui ha preso il nome la via del Cassaro, l'odierno corso
Vittorio Emanuele, fu dimora fastosa dei saraceni e, dopo di loro,
furono i Normanni di re Ruggiero a trasformare questo luogo in sontuosa
reggia e centro polifunzionale, simbolo del potere della monarchia.
Scrive Maria Teresa Montesanto in Palermo città d'arte (a cura di
Cesare De Seta, Maria Antonietta Spadaro e Sergio Troisi): ?Il palazzo
era costituito da edifici turriformi collegati da portici e giardini
che formavano un complesso unitario comprendente anche opifici tessili
(il tiraz) e laboratori di oreficeria. Una via coperta lo collegava
direttamente con la cattedrale. Nello spiazzo antistante vi era anche
la cosiddetta Aula verde, di epoca anteriore, un ambiente aperto e
riccamente decorato dove il re accoglieva i suoi ospiti. Nel 1132 venne
costruita la Cappella Palatina che assunse una funzione baricentrica
dei vari organismi in cui si articolava il palazzo. C'era in quel
tempo una fanciulla chiamata Rosalia, figlia del duca Simbaldo parente
di rè Ruggiero, e per la bellissima vergine normanna che viveva al
castello torneavano cavalieri sulla piazza antistante. Ma una notte
seguendo un richiamo divino, abbandonata quella splendida corte fuggì
ricoperta da un semplice saio e giunse, con i nudi piedi sanguinanti, a
rifugiarsi in una grotta sul monte Pellegrino. Lì visse pregando
finché, ancor giovane e bella, concluse in Dio la sua vita terrena. La santa giovanetta, le cui spoglie riposano in quella grotta, è da gran tempo la venerata protettrice di Palermo.
Alla torre Pisana è legato il ricordo della tragica fine del giovane
figlio di Guglielmo I, Ruggiero, il quale, a seguito della congiura
ordita da Matteo Bonello che condusse alla cattura del re, dopo essere
stato acclamato dal popolo, affacciatosi ad una finestra della torre fu
colpito da una freccia tirata da coloro che volevano liberare il re e
finito poi brutalmente da un calcio paterno. Con gli Svevi di Re
Federico II, che vi risiede solo nell'età giovanile, il palazzo rimane
sede dell'attività amministrativa, della cancelleria e della scuola
poetica siciliana. Il ruolo periferico della città inizia con gli
Angioini e gli Aragonesi che privilegiarono altre sedi. La rinascita
del palazzo si ha con i viceré spagnoli che, nella seconda metà del XVI
secolo, scelsero di risiedervi adeguandolo alle nuove esigenze
difensive e di rappresentanza, ristrutturandolo notevolmente, creando
bastioni e modificando il palazzo. Durante il regno dei Borbone
furono create le sale di rappresentanza (Sala Rossa, sala Gialla e Sala
Verde) e fu ristrutturate Sala d'Ercole, con gli affreschi raffiguranti
le fatiche dell'eroe mitologico. Con l'annessione della Sicilia
al regno d'Italia rimase praticamente inutilizzato, servendo soltanto
ai Savoia nelle rare visite da essi fatte a Palermo. Con la caduta
della monarchia questa reggia che durante l'ultima guerra mondiale,
insieme al superbo giardino retrostante, fu miracolosamente
risparmiata, divenne nel 1947 degna sede dell'Assemblea Regionale
Siciliana. Evento memorabile per questo popolo che acquistò finalmente la tanto auspicata autonomia. Accanto al grande portone una larga lapide:
«A PERENNE TESTIMONIANZA DEL CIVICO ESULTANTE SENTIMENTO, A SOLENNE
AFFERMAZIONE DI ITALIANITÀ, A RICORDO E MONITO CHE PRIMA NEI SECOLI LA
SICILIA EBBE IL SUO PARLAMENTO, PREMESSA E STRUMENTO PER CONQUISTE DI
LIBERTÀ, QUESTO MARMO NEL GIORNO DELLA INAUGURAZIONE DEL PRIMO
PARLAMENTO REGIONALE I PALERMITANI VOLLERO. ADDI XXV MAGGIO MCMXLVII» Un profondo restauro ha subito negli anni '60, sotto la cura di Rosario La Duca. Il Palazzo ospita altresì l' Osservatorio astronomico ?Giuseppe Vaiana?. Orari di visita [a pagamento] Orari di visita della Cappella Palatina Dal Lunedì al Sabato; dalle ore 8:30 alle 12:00 e dalle 14:30 alle 17:00 La Domenica dalle ore 8:30 alle 14:00 Orari di visita del Palazzo dei Normanni Lunedì, Venerdì e Sabato dalle ore 8.30 alle ore 12.00 e dalle 14:30 alle 17:00 La Domenica dalle ore 8:30 alle 14:00 Le visite del Palazzo sono sospese durante le sedute parlamentari
Per le visite dei gruppi è necessaria la prenotazione da inviare via
fax allo 091.7056010 o via e-mail all'indirizzo visite@ars.sicilia.it Ingresso da piazza Indipendenza. Per informazioni telefonare allo 091.7051111
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